Registare in classe si può per uso personale: lezioni ed interrogazioni

Purtroppo sempre più spesso arrivano segnalazioni di difficoltà a registrare le lezioni in classe. La legge parla chiaro: registrare si può. E’ un diritto, non una concessione. Ubi maior…

a pg 7 delle linee guida è sancito un diritto che non deve essere calpestato.

La Legge 170/2010 richiama inoltre le istituzioni scolastiche all’obbligo di garantire
«l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere».
Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria.
Fra i più noti indichiamo:
• la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
• i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
• la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
• altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali,
etc.
Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e i docenti – anche sulla base delle indicazioni del referente di istituto -avranno cura di sostenerne l’uso da parte di alunni e studenti con DSA.”

FORSE OCCORRE CHIEDERE L’AUTORIZZAZIONE PER METTERE GLI OCCHIALI? Il registratore è uno strumento che compensa la difficoltà di prendere appunti e quindi andrebbe INCENTIVATA ed INCORAGGIATA.

Inoltre, come già segnalato, il Garante della Privacy consente l’uso del registratore in classe per uso personale. L’Autorità ha precisato che gli allievi possono registrare le lezioni quando la registrazione viene effettuata per fini personali, come ad esempio per motivi di studio individuale. Per ogni altro differente utilizzo o eventuale diffusione, anche su internet, è invece necessario prima informare adeguatamente le persone coinvolte nella registrazione (professori, studenti…), e ottenere il loro consenso esplicito.

Non é necessaria invece alcuna autorizzazione per nessuno studente, ed in particolare per lo studente con D.S.A., per registrare per scopi personali la lezione, tutta la lezione.

per maggior chiarezza riporto quanto mi ha risposto il Garante in proposito:

“riscontriamo la Sua e-mail del 30 novembre 2011, con la quale ha segnalato le difficoltà frapposte da alcuni docenti alla registrazione delle lezioni scolastiche da parte degli allievi per finalità di studio, difficoltà impropriamente imputate alla legislazione in materia di privacy. Al riguardo, questa Autorità ha precisato che gli allievi possono registrare le lezioni quando la registrazione viene effettuata per fini personali, come ad esempio per motivi di studio individuale. Per ogni altro differente utilizzo o eventuale diffusione, anche su internet, è invece necessario prima informare adeguatamente le persone coinvolte nella registrazione (professori, studenti…), e ottenere il loro consenso esplicito. Tali aspetti, peraltro, possono formare oggetto di regolamentazione da parte dell’istituto nell’ambito dell’autonomia scolastica.”

E le interrogazioni? certo, si possono registrare anche le interrogazioni!

per maggior chiarezza leggete la risposta che ho avuto dall’avv. Silvana Giancane al riguardo e che mi ha autorizzato a pubblicare. (avevo chiesto se era corretto non consentire, per uso personale, la registrazione delle interrogazioni)

Gentile sig.ra Buia,

in riscontro al Suo quesito, le espongo quanto segue.

In base a delle ricerche che ho eseguito per poterLe esprimere un parere relativamente alla queastio che mi ha sottoposto, ho constatato che fino ad oggi il Garante Privacy, o altra autorità istituzionale, non abbia mai emesso alcun provvedimento, dal quale poter evincere una sorta di distinzione all’interno di una lezione scolastica tra i diversi momenti di spiegazione e di interrogazione.

A mio parere, l’interrogazione è uno strumento didattico come altri, proiettato all’apprendimento della materia oggetto di studio da parte degli alunni.

Le interrogazioni, infatti, rappresentano un momento di confronto sul contenuto della lezione e di approfondimento per tutti gli alunni presenti. Esse invero si svolgono in classe, alla presenza di tutti i compagni, i quali hanno così l’occasione di ascoltare, apprendere e ripetere meglio i concetti.

In tale contesto, non si intravede una differenza tra la spiegazione della lezione eseguita dall’insegnante e l’interrogazione, trattandosi tutti di strumenti didattici finalizzati alla educazione ed alla istruzione dei ragazzi.

Se poi, per gli alunni con difficoltà, si acconsente l’uso della registrazione al fine di colmare le differenti capacità di apprendimento rispetti agli altri compagni, non si comprende la motivazione per cui essa sia permessa per il momento della spiegazione e non per l’interrogazione, che, come detto, ha valore didattico come la prima.

Lo scopo della registrazione è, infatti, di consentire il riascolto a casa da parte dell’alunno, anche più volte, di tutta la lezione, in modo che lo stesso raggiunga il medesimo livello di apprendimento e di preparazione degli altri compagni.

Quindi, in sostanza, la registrazione ha, per l’alunno con difficoltà, il medesimo valore che ha, per i compagni, la presenza in aula.

Inoltre, in tale quadro mi sembra quanto mai inopportuno parlare di problematiche di privacy.

Il concetto della riservatezza dei dati personali attiene infatti alla tutela della dignità personale, contro i rischi di lesione della stessa. Una lesione potrebbe essere per esempio la diffusione su YouTube della registrazione dell’interrogazione senza l’autorizzazione dell’interrogato, ammesso che il contenuto della registrazione sia effettivamente denigratorio della sua dignità personale.

Qualora, invece, la registrazione avvenga esclusivamente per fini personali – tra l’altro ampiamente giustificati nel caso di specie, per quanto sopra detto -, non appare applicabile alcuna disposizione vigente in materia di privacy. Invero, è lo stesso codice della privacy, che esclude la sua applicabilità allorquando il trattamento di dati personali avviene per scopi personali e i dati non sono destinati alla sistematica diffusione.

Pertanto, nel caso della registrazione delle lezioni scolastiche – peraltro preannunciate – appare inopportuno il richiamo al concetto di riservatezza dei dati.

Concludendo, appare del tutto ingiustificata la limitazione che è stata posta a Suo figlio nell’uso del registratore durante le lezioni scolastiche.

Considerato inoltre che l’uso dello stesso è stato in via generale consentito, ritengo che Suo figlio possa proseguire la registrazione anche durante le interrogazioni dei compagni.

Appare infatti inesistente alcuna problematica che attiene alla tutela della privacy dei compagni.

Sarà poi cura di Suo figlio, come Sua, di adottare ogni misura di sicurezza adeguata ad evitare il rischio di perdita del registratore o di diffusione del contenuto delle registrazioni.

Ritengo, infine, che, sulla base di quanto esposto, si possano avere margini di discussione con l’autorità scolastica, al fine di evitare di penalizzare Suo figlio come tutti gli alunni che hanno medesime o più gravi difficoltà di apprendimento.

Resto a disposizione per ulteriori approfondimenti.

Cordiali saluti,

avv. Silvana Giancane

Riferimenti: Avv. Silvana Giancane  sgiancane@hotmail.it
Avvocato esperto in materia di privacy e di problematiche legate al mondo delle tecnologie e della comunicazione.
 Vedi anche http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1923387 http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1923387
La privacy sui banchi di scuola
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7 risposte a Registare in classe si può per uso personale: lezioni ed interrogazioni

  1. Flaviano Battelli ha detto:

    Dal Dépliant informativo scaricabile dal sito del grante della Privacy
    http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1723730 si afferma che registrare le lezioni per motivi di studio individuale è consentito, ma “gli istituti possono decidere di regolamentare diversamente o anche di inibire gli apparecchi in grado di registrare”. Ho scritto un’email al garente chiedendo spiegazioni riguardo al motivo per cui da una parte si stabilisce un diritto ma poi si consente ad altri di negarlo in nome della cosiddetta “Autonomia” (che in realtà dovrebbe essere solo amministrativa). In estrema sìntesi la risposta (pilatesca) che mi è stata data è la seguente: <>. Ho chiesto cosa si può fare allora se un consiglio di Istituto inibisce o limita la possibilità di registrare (ammesso che sia il consiglio di Istituto che lo può fare, visto che nel dépliant si parla genericamente di “Istituto”) senza fornire motivazioni (non richieste nel dépliant). La rispota è stata <>. Invece alla mia richiesta di spiegare perché la possibilità di inbire o limitare le foto o i filmati durante le gite scolastiche non sia prevista nel dépliant, non è stata data risposta chiarificatrice.
    Credo quindi che sia necessario attivarsi affinché sia emanata una legge o circolare esplicativa nella quale si stabilisca che la registraziona delle lezioni (sia le spiegazioni che le interrogazioni) per uso personale non viola la privacy visto che non si tratta alcun dato.
    Cordiali saluti
    Flaviano Battelli

  2. Ettore Martinez ha detto:

    Leggo: “altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali,”

    Su questo mi sia consentito lamentare la vostra scarsa competenza e il vostro ritardo, in quanto detti strumenti impegnano attivamente lo studente il quale debitamente assistito sviluppa una propria elaborazione, laddove la registrazione vocale rischia di tradursi in mero fatto mnemonico.
    Il fatto che oggi la registrazione sia diventata digitale niente toglie alla scarsa efficacia di questo metodo. A meno che non abbiamo a che fare con soggetti normodotati e per giunta già abbastanza bravi da saper sbobinare con sagacia un discorso necessariamente colloquiale.
    Questa insistenza sulla registrazione mi pare sinceramente fuorviante.
    Buon lavoro a tutti, nell’interesse dei ragazzi.

    • aidparma ha detto:

      Gent.mo,
      quanto scrive mi lascia sinceramente “basita”, dal momento che sta giudicando in modo così negativo una frase riportata testualmente dalle Linee Guida, pag 7 (come riportato specificatamente nel post). Le ricordo che le Linee Guida, come il Decreto attuativo e la Legge 170/2010 sono liberamente scaricabili dalla rete e a disposizione di tutti: la Scuola ha dei compiti ben precisi nei confronti dei ragazzi dsa, nell’obbiettivo comune di tutelare il diritto di tutti di apprendere, nel rispetto della diversità che contraddistingue ogni individuo. Mi auguro non sia un docente, nel qual caso la sua non conoscenza appare ancora più grave…Buon lavoro a lei, nell’interesse dei ragazzi, tutti.

      • Ettore Martinez ha detto:

        E invece sono proprio un docente e per giunta molto attento agli studenti e so benissimo quali sono i compiti della Scuola. Le Linee Guida non rappresentano per me una verità rivelata e la Libertà d’Insegnamento garantita dalla Costituzione mi consente, stando nel mio ruolo, di considerare quella proposizione citata come fuorviante. Richiamo cortesemente la sua attenzione anche sul Diritto a esprimere liberamente le proprie opinioni. Probabilmente la vis polemica le ha fatto saltare un’attenta lettura e riflessione del primo capoverso del mio intervento. Il diritto di tutti di apprendere -che mi trova d’accordo al 101% nella prassi scolastica e non nei discorsi politici o demagogici- non può essere usato come una clava assai poco rispettosa nei confronti dell’interlocutore a prescindere da quello che dice effettivamente. Non credo infatti di essermi mai né dichiarato né comportato contrariamente al diritto allo Studio o all’attenzione verso ragazzi svantaggiati. La mia era un’osservazione di carattere prettamente metodologico e come tale vorrei che fosse discussa in termini tecnici e cioé sulla base di statistiche e di esperienze reali di lavoro in classe e a Scuola: a meno che non si consideri un nemico del diritto allo studio chiunque non sia d’accordo sull’uso del registratore ed esprime una sua opinione, da professionista, sull’argomento avanzando delle osservazioni. In altri termini:siete veramente sicuri che il registratore sia efficiente?
        Se invece qui si vuole fare una crociata contro i nemici dei ragazzi dislessici, ha proprio sbagliato bersaglio e non stia neanche a pubblicare questa risposta.

      • aidparma ha detto:

        Credo che la cosa peggiore per il benessere scolastico dei ragazzi, tutti, sia la mancanza di dialogo tra scuola e famiglia e che la cosa migliore sia, sempre, chiarirsi. Avevo inteso che il giudizio negativo al testo riportato fosse dovuto in gran parte al non aver riconosciuto in esso parte delle Linee Guida. Premetto che ho grande stima di chi ha redatto la Legge, il decreto e le Linee Guida: non si tratta infatti di politici ma di tecnici, professionisti anche di fama internazionale di comprovata esperienza e competenza sull’argomento ed il tutto è il risultato di mesi di lavoro. Resta il fatto che ognuno di noi la può pensare come crede…ma credo che il rispetto alla Legge sia dovuto. Se tutti si comportassero ignorando le leggi…be’…non saremmo molto civili. Credo anche che sia molto semplice capire perchè sia “necessario” il registratore. Chi è disgrafico non riesce a prendere appunti, al contrario di tutto il resto della classe e se non potesse registrare sarebbe sicuramente penalizzato: lo trovo molto ingiusto, non crede? La legge sicuramente non sarebbe necessaria se ci fosse sempre buon senso…Sono convinta che se il docente a scuola individuasse i punti di forza, i punti di debolezza, gli stili di apprendimento dei ragazzi sarebbe “quasi” più semplice veramente applicare una didattica inclusiva ..e qualcuno lo fa. Se un ragazzo non riesce a prendere appunti, almeno appunti che gli possano servire ( se non riesce a rileggerli obbiettiva,ente non possono servigli) la cosa più logica è permettergli di essere autonomo da solo: il registratore ha questa funzione. Perchè osteggiarne l’uso?

      • aidparma ha detto:

        “Siete veramente sicuri che il registratore sia efficiente?” È una domanda interessante, che equivale a chiedere: “siete sicuri che la bicicletta sia efficiente?” O gli occhiali, o…enne esempi. È il motivo per cui il pdp non deve essere un elenco di strumenti compensativi o misure dispensative, ma piuttosto il risultato di conoscenze, di scambi tra scuola, famiglia e tecnici che insieme al ragazzo concordano, anche per tentativi, quali siano più funzionali. Per esempio difficilmente un semplice registratore per la sottoscritta potrebbe essere funzionale, mentre, per esperienza più volte testata, una smartpen è sicuramente funzionale. Allo stesso modo appunti condivisi con un compagno scritti in corsivo poco leggibile per me non sarebbero di alcuna utilità, mentre sarebbero utili scritti a computer…Non si può, credo, generalizzare sull’uso quanto sulla leicità.
        Per attraversare la strada è sempre bene attraversare sulle strisce: non sempre è utile e/o fattibile, occorre valutare se ci sono le condizioni per farlo, se attraversando la strada raggiungo la meta, se ….
        Quello che trovo insindacabile è la possibilità, che deve essere evidente, quanto logica, per chi non può scrivere di poter usare il registratore. Starà a chi si trova nelle condizioni di dover registrare valutare se gli può essere utile farlo o se invece sia meglio utilizzare altro strumento. Vietarlo con la scusa della privacy è proprio Scorretto!

  3. Ettore Martinez ha detto:

    Mi lasci la possibilità di non condividere il suo giudizio positivo sui Pedagogisti e specialisti e sulle linee del nostro Ministero di questi ultimi lustri; e mi consenta anche di non dilungarmi sull’argomento per evidenti ragioni di opportunità.
    Che si possa usare uno strumento didattico non credo debba significare necessariamente l’obbligo di usarlo comunque, soprattutto se esistono strategie più efficaci e meno ghettizzanti rispetto al resto della classe.
    Circa gli appunti, può darsi che la mia esperienza faccia riferimento a situazione non effettivamente dislessica (non posso essere più esplicito per ragioni di privacy) ma allora qui si dovrebbe aprire un capitolo su quella che sembrerebbe essere la corsa alla condizione ufficiale di svantaggiato alla quale stiamo un po’ assistendo dalle mie parti. Sull’argomento proprio voi siete deputati a vigilare. Nel senso che il finto studente svantaggiato non è molto diverso dal punto di vista morale da chi percepisce impropriamente delle pensioni.

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